Come si sa, Genova è una città costruita su di un lungo fazzoletto di terra ricavato tra mare ed erti pendii. Nei secoli, un brulichio di paesi è sorto sulle colline e negli stretti fondovalle. Centinaia di mulattiere e crêuze univano i borghi dell’entroterra con la grande città di mare. Tutti questi percorsi erano le principali vie di comunicazione. Vi transitavano contadini con ceste di frutta e verdura da vendere nei mercati in città. Vi transitavano pellegrini, che viaggiavano da un santuario all’altro alla ricerca della fede. E poi soldati, curati, nobili e tanti altri ancora. Molti anni sono trascorsi da quella realtà e tanto è cambiato. Le colline coltivate a “arze e fasce” sono state a mano a mano abbandonate e l’attività degli uomini si è concentrata in città. Il bosco lentamente ha ricoperto i prati e i campi, quasi a voler custodire un mondo ormai perduto.

 

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Fabio Gardella

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